Turna Hotel

Cosa c'è davvero intorno a Küçük Ayasofya

Bastano pochi passi fuori dal portone del Turna Hotel per capire che Küçük Ayasofya non è la Sultanahmet delle cartoline. Sultanahmet è la parte di Istanbul che tutti vengono a vedere, ed è anche quella dove è più facile sentirsi turisti in senso stretto: pullman che scaricano gruppi, venditori di souvenir, code ovunque. La via su cui si affaccia l'hotel sta a pochi passi da tutto questo, ma vive con un ritmo diverso — la stessa zona, gli stessi monumenti a portata di mano, senza il viavai che passa sotto la finestra.

Facciata di Turna Hotel a Küçük Ayasofya

Bastano pochi passi fuori dal portone del Turna Hotel per capire che Küçük Ayasofya non è la Sultanahmet delle cartoline. Sultanahmet è la parte di Istanbul che tutti vengono a vedere, ed è anche quella dove è più facile sentirsi turisti in senso stretto: pullman che scaricano gruppi, venditori di souvenir, code ovunque. La via su cui si affaccia l’hotel sta a pochi passi da tutto questo, ma vive con un ritmo diverso — la stessa zona, gli stessi monumenti a portata di mano, senza il viavai che passa sotto la finestra.

Le distanze, per quello che valgono davvero

Da qui a Santa Sofia si cammina cinque minuti — non è un modo di dire, è proprio il tempo che serve, orologio alla mano. Il mare, quello di Marmara, si raggiunge in due o tre minuti a piedi, giù per la strada in leggera discesa. La Moschea Blu e il Palazzo di Topkapı sono nella stessa penisola storica, a qualche via di distanza: ci si arriva a piedi, non serve chiamare un taxi.

Quello che cambia, rispetto a stare nel pieno di Sultanahmet, è che qui non si sente il rumore dei pullman che manovrano né le guide che alzano la voce per farsi sentire dal gruppo. Si sentono altre cose.

Un quartiere che lavora, non solo un quartiere da guardare

Küçük Ayasofya prende il nome dalla moschea che dà sulla via, un piccolo edificio ottomano che pochi turisti si fermano davvero a visitare — e proprio per questo il quartiere intorno non si è mai trasformato del tutto in vetrina per visitatori. Ci sono ancora case da tè dove la gente del posto gioca a carte nel pomeriggio, botteghe di famiglia che vendono le stesse cose da anni, un fruttivendolo che conosce i suoi clienti per nome.

Casa da tè di quartiere lungo una via di Sultanahmet

La sera è il momento in cui si sente meglio la differenza. Non il rumore di un tour in pullman, ma il richiamo alla preghiera che parte da una moschea vicina e si sovrappone a quello delle altre più lontane, e sopra tutto questo il verso dei gabbiani che tornano verso il mare. È un suono che a Sultanahmet centrale, tra i megafoni delle guide, difficilmente si riesce a distinguere.

Dove si dorme, in mezzo a tutto questo

Il Turna Hotel è su questa stessa via — otto camere dietro una facciata sola, gestite dalla stessa famiglia che ci abita sopra. Non è un indirizzo pensato per stare lontani dalla città, anzi: è pensato per stare dentro il quartiere vero, quello con le case da tè e non con i banchetti di magneti da frigorifero, restando comunque a cinque minuti da Santa Sofia.

Chi cerca alberghi enormi con reception aperta 24 ore e un ristorante panoramico troverà altro altrove, e va benissimo. Chi invece vuole capire com’è vivere per qualche giorno in una strada che i pullman turistici non prendono mai, questa via è un buon punto di partenza.

Come muoversi da qui

A piedi si arriva quasi ovunque nella penisola storica. Per attraversare verso Beyoğlu o Galata conviene il traghetto o il tram, entrambi a pochi minuti dalla via. Per chi vuole allontanarsi di più — verso le Isole dei Principi o per una gita in Cappadocia — conviene organizzarsi in anticipo: chi soggiorna qui può chiedere direttamente in hotel, che si appoggia a operatori locali di fiducia per queste gite.

Non è la via più fotografata di Istanbul, e non ha bisogno di esserlo. È quella dove, la sera, si sente ancora il mare oltre al traffico.

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